Equitazione e Tai Chi Chuan come preparazione atletica


Praticare TaiJi Quan vuol dire studiare il proprio corpo e trarne il “libretto delle istruzioni”. Questo concetto, scritto nella sezione “programma” del sito, è valido per utilizzarlo in qualsiasi sport, quello che ne trova maggiori applicazioni è l’equitazione insieme allo sci, al pattinaggio e la bicicletta.

Molte indicazioni usate nel Tai Chi sembrano riprendere esattamente la postura di chi governa un cavallo.
Le istruzioni posturali generali sono: spalle aperte, testa e schiena dritta, gomiti composti non distanti dal busto, le gambe fasciano il cavallo, il tallone cade in basso mentre l’avampiede sorregge il peso del corpo poggiando sulla staffa. Una volta trovata la posizione bisogna tenerla sia in assetto statico che dinamico. Nella teoria non dovrebbe essere rigida, altrimenti non sia avrà la scioltezza necessaria per seguire i movimenti del cavallo e l’equilibrio per assecondarlo. Sia nella statica che nella dinamica, il cavaliere oltre a percepire se stesso, dovrebbe percepire il baricentro del cavallo per metterlo in sinergia con il proprio. La seduta sulla sella è vicino al pomo e si poggiano gli ischi evitando che le natiche la tocchino per non pesare sulle reni del cavallo. Questo spesso porta ad inarcare la schiena del fantino è provoca dolori vertebrali e schiacciamenti ecco perché Saint-Fort Paillard nel “capire l’equitazione” scrive di scioltezza articolare del bacino.

La schiena dovrebbe trovare un assetto che le permetta, nonostante le curve fisiologiche, di avere le vertebre poggiate il più possibile l’una sull’altra seguendo un’immaginaria linea verticale. Spalle e anche simmetriche di modo che si orientino nella stessa direzione nella quale procede il cavallo. Tutte queste indicazioni e tante altre non citate, sono parte essenziale del Tai Chi Chuan il quale favorisce l’attenta focalizzazione degli assetti di cui sopra, ampliando le capacità di percezione e coordinazione motoria, rafforzando le gambe proprio in vista di un appoggio sull’avampiede che deve sostenere il peso del baricentro che passa dagli ischi e non dalle prime vertebre lombari.
Sarebbe opportuno per chi pratica equitazione di curare i propri assetti anche prima di montare in sella per evitare sofferenze al cavallo. La cura del destriero non è solo al box.
Il cavaliere impartisce i comandi ma poi deve assecondare il movimento del destriero. Come può percepirlo se non percepisce se stesso?  Il Tai Chi Chuan è perfetto per raggiungere lo scopo.

 

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